La Tesi di Laurea in 8 Parti + Esempi Pratici

tesi

Riservato a chi ha Poco Tempo per Scrivere la Tesi di Laurea

La Laurea è alle Porte, Ma non Sai Come Scrivere la Tesi?

Inizia, Impostando le [8 Parti] della Tesi!


Finalmente! Hai Dato l’Ultima Materia!

Ci siamo! Sei finalmente arrivato alla fine del tuo percorso universitario…
Hai fatto l’ultimo esame ed è andata!
Adesso si apre un altro “capitolo” della tua carriera universitaria: la redazione della tesi di laurea…

Ma hai Poco Tempo a Disposizione…

Proprio così… Mancano 2 mesi, o un mese, alla seduta di laurea e non sai se farai in tempo a scrivere la tesi…
Hai paura perché magari è la tua prima tesi, non è mai scritta una e nessuno ti ha spiegato come fare… Ma non preoccuparti! Perché abbiamo scritto apposta per te questo articolo in cui parleremo delle 8 parti di cui è composta la tesi di laurea, in ordine così come devono essere inserite… Cominciamo subito!

1. Frontespizio

Il frontespizio non è altro che la copertina della tesi e la prima pagina della tesi. Nel frontespizio, dovrai inserire alcuni elementi di cui ti forniamo anche come devono essere impostati. Se il tuo relatore non ti da alcuna indicazione o il regolamento d’Ateneo non prevede indicazioni al riguardo, puoi seguire le nostre.

frontespizio

Qui di seguito gli elementi da cui è composto il frontespizio:

– il logo dell’università da porre al centro;

– il nome dell’università che ti consigliamo di scrivere allineato al centro in maiuscolo, grassetto e dimensione 17 e di utilizzare lo stesso tipo di carattere utilizzato per scrivere la tesi  (ad esempio “UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI…”);

– il corso di laurea, allineato al centro, scritto sempre in maiuscolo, grassetto, ma dimensione 16 (ad esempio “CORSO DI LAUREA IN…”);

nome e cognome, allineato al centro, scritto in minuscolo, grassetto, dimensione 16;

– il titolo della tesi, allineato al centro, scritto in minuscolo, grassetto, corsivo, dimensione 20;

– la scritta, allineata al centro, “TESI DI LAUREA”, in maiuscolo, grassetto, dimensione 17;

– nome e cognome del relatore, preceduto da “Chiar.mo” allineato a destra, in minuscolo, grassetto, dimensione 16;

– l’anno accademico, allineato al centro, scritto in maiuscolo, grassetto, dimensione 16.

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2. Indice

L’indice è quella parte della tesi che modificherai fino alla fine.
Una volta stabiliti titoli di capitoli, paragrafi e sotto paragrafi, avrai un indice come questo:

indice

Come puoi notare:

– abbiamo utilizzato per la parola “Indice” il formato grassetto corsivo, dimensione 18;

– abbiamo poi lasciato 2 spazi e scritto “Introduzione” in corsivo, dimensione 13;

– abbiamo lasciato altri 2 spazi e elencato Capitoli e Paragrafi;

– se hai inserito dei sotto paragrafi, devi allo stesso modo citarli nell’indice;

– per i titoli dei capitoli abbiamo utilizzato grassetto e dimensione 13;

– tra un capitolo ed un altro abbiamo lasciato 1 spazio;

– invece, tra l’ultimo capitolo e le “Conclusioni”, ne abbiamo lasciati 2;

– proprio come abbiamo fatto per l’Introduzione, anche per “Conclusioni” e “Bibliografia e sitografia” si può utilizzare il corsivo, mantenendo sempre la dimensione 13;

– infine, tra “Conclusioni” e “Bibliografia e sitografia” abbiamo lasciato 1 solo spazio.

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3. Introduzione

L’introduzione così come le conclusioni non vanno mai elaborate all’inizio, ma quando avrai finito di scrivere tutti i capitoli. 

introduzione

Generalmente, per l’introduzione, così come per le conclusioni, sono i relatori che danno delle indicazioni su come impostarle. Tuttavia, se il tuo relatore ti dà carta bianca, puoi scegliere di impostare l’introduzione in due modi differenti:

A – Sintesi dei capitoli

In un’introduzione di questo tipo non devi far altro che ripercorrere brevemente ciò che hai trattato nei diversi capitoli. Vediamone un esempio:

L’Expo è quell’evento che rappresenta un acceleratore di sviluppo per la città, regione, paese in cui viene organizzata; nel lavoro di tesi, ci si focalizzerà proprio sugli effetti di questo sviluppo.

In particolare, nel primo capitolo si chiariranno i concetti di Expo e dunque dei cosiddetti “Grandi eventi”; si ripercorrerà la storia delle Expo con accenni ai casi di successo, alle caratteristiche distintive di ciascuna.

Nel secondo capitolo ci si soffermerà sugli effetti che può generare un tale evento; effetti senz’altro economici, legati all’incremento dei flussi di turisti e visitatori e alla crescita dell’occupazione. Si cercherà di capire se si tratta di effetti economici di lunga durata o meno attraverso esempi concreti. Nel terzo capitolo, invece, si analizzerà l’Expo 2015 di Milano e si cercherà di capire, attraverso opportuni metodi statistici, l’impatto che essa ha ed avrà nel nostro paese in un particolare periodo storico, come questo attuale, caratterizzato da una profonda crisi economica.

B – Introduzione all’elaborato

In un’introduzione di questo tipo non devi elencare nel dettaglio gli argomenti trattati nei differenti capitoli. Devi parlare in generale del tema affrontato, devi appunto “introdurre” l’argomento trattato. Qui di seguito un esempio:

L’Expo è quell’evento che rappresenta un acceleratore di sviluppo per la città, regione, paese in cui viene organizzata. Fin dalla prima Expo, ovvero l’Esposizione Universale di Londra del 1851, essa si è rivelata fin da subito un grande evento che:

– contribuisce a rivitalizzare luoghi dismessi ed aree degradate. Tali luoghi vengono trasformati in aree caratterizzate dalla presenza di strutture e infrastrutture, determinando senz’altro un ritorno economico nel lungo periodo;

– ha un forte impatto in termini economici. Si pensi ai consistenti flussi di turisti e di visitatori che genera e alla crescita dell’occupazione.

In questo scenario, si rivela particolarmente interessante l’analisi degli effetti economici dell’Expo di Milano nell’attuale contesto italiano caratterizzato da una profonda crisi economica.

L’introduzione non ha una lunghezza standard.
A volte, il professore stesso ti indica di quante pagine deve essere. Tuttavia, in genere un’introduzione ben fatta non supera le 2 o 3 pagine.

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4. Corpo Tesi

Il corpo tesi non è altro che la parte della tesi di laurea composta dai capitoli, paragrafi e sotto paragrafi.

corpo tesi

La suddivisione in capitoli dipende dalla tipologia di tesi e dalla quantità di macro argomenti trattati.

Generalmente una tesi è composta da 3 o 4 capitoli:

– nel primo capitolo, generalmente affronterai definizioni e classificazioni e tutto quello che ti servirà per affrontare l’argomento vero e proprio.

Nel nostro esempio, nel primo capitolo che possiamo intitolare “L’Expo nella storia”, tratteremo in via preliminare il concetto di Expo e tutto quello che comporta la sua organizzazione; successivamente si ripercorrerà la storia dell’Expo con un focus sull’analisi dei casi di successo;

– nel secondo capitolo, entrerai nel cuore della tesi, soffermandoti sull’argomento principale che poi dovrà introdurre il caso di studio.

Prendiamo in considerazione il nostro esempio: il secondo capitolo possiamo intitolarlo “L’impatto economico dell’Expo”. In questo secondo capitolo, parleremo degli effetti economici che un evento di questa portata può generare;

– nel terzo capitolo tratterai il caso di studio o il caso pratico.

Nel nostro esempio, il terzo capitolo che possiamo intitolare “Uno sguardo ai numeri di EXPO Milano 2015”, analizzeremo proprio gli effetti economici generati dal l’Expo, avvalendoci di stime e previsioni.

Il regolamento d’Ateneo prevede una lunghezza massima e minima della tesi di laurea.
Ovviamente la lunghezza dipende dalla tipologia di tesi di laurea, se compilativa o sperimentale, dalla tipologia di corso di laurea, se triennale o magistrale. Dunque, anche in questo caso occorre che tu chieda al tuo relatore; oppure puoi consultare il regolamento d’Ateneo o quello relativo alla redazione della tesi di laurea.

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5. Note a Piè di Pagina

note a piè di pagina

Le note a piè di pagine vengono utilizzare per due motivi differenti:

1 – Approfondire o chiarire un determinato aspetto
Nella tesi è possibile che tu abbia inserito una parola, una frase o un concetto che non è strettamente connesso al periodo successivo, ma che vuoi comunque chiarire o approfondire. Puoi farlo proprio nelle note a piè di pagina;

2 – Inserire l’autore di una determinata citazione

Sicuramente, nel tuo lavoro di tesi, vorrai inserire una frase, citazione o definizione detta o scritta da qualcun altro. Nelle note a piè di pagina dovrai inserire proprio l’autore di quella frase, citazione o definizione.

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6. Conclusioni

Le conclusioni sono quella parte di tesi, in cui dovrai scrivere gli obiettivi raggiunti con l’elaborato. Insomma, dovrai chiudere il cerchio, parlando dei risultati a cui sei giunto.

conclusioni

Facciamo un esempio di conclusioni prendendo sempre in considerazione la nostra tesi di laurea avente ad oggetto l’EXPO Milano 2015:

L’EXPO Milano 2015 avrà un impatto significativo sull’economia nazionale, anche dopo la sua conclusione.

In particolare, si è rivelato parecchio interessante stimare gli effetti che derivano:

– dalla realizzazione del sito e della strutture espositive;

– delle infrastrutture dirette e di quelle relative alla gestione dell’evento stesso;

– dalle entrate turistiche generate dall’aumentata attrattività.

Secondo uno studio elaborato da CERTeT – Università Bocconi su richiesta di Expo 2015

S.p.A. si stima che la produzione aggiuntiva determinata da EXPO Milano 2015 nell’economia italiana, nel periodo 2011-2020, potrà ammontare a più di € 69 Miliardi con un incremento del valore aggiunto pari a circa € 29 Miliardi.

Sono cinque le aree che contribuiscono all’incremento del valore aggiunto totale: 

1 – infrastrutture: 74,5%;

2 – costi di gestione evento: 3,8%;

3 – partecipazione ad EXPO Milano 2015 dei Paesi: 1,9%;

4 – attrattività turistica: 16,5%;

5 – attrattività di investimenti diretti esteri: 3,3%.

L’Expo avrà, inoltre, rilevanti impatti sull’occupazione nazionale: il fabbisogno occupazionale avrà un picco nel triennio 2013-2015 e nel decennio 2010-2020, saranno occupate 61.000 persone in media ogni anno; infine, il gettito fiscale dovuto alla produzione totale attivata sarà di circa € 11,5 Miliardi, ripartiti tra imposte dirette (64%) e indirette (36%). 

Queste stime sembrerebbero incidere positivamente sul bilancio economico del nostro paese e dimostrano che l’EXPO Milano 2015 rappresenta il punto di partenza per il rilancio dell’economia nazionale.

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7. Bibliografia & Sitografia

In questa parte della tesi, dovrai riporterai le fonti che hai utilizzato per scrivere la tua tesi di laurea.
Puoi scrivere in ordine prima la bibliografia e poi la sitografia.

bibliografia

Nella sitografia dovrai riportare esclusivamente i siti web utilizzati, come nel seguente esempio:

www.expo2015.org

www.wonderfulexpo2015.it/

La bibliografia si scrive in ordine alfabetico per autore.

Solitamente è il relatore che dà indicazioni su come scriverla; in mancanza di indicazioni, puoi seguire questo formato standard:

Cognome autore e Iniziale nome autore scritti nel formato normale;

Titolo del libro scritto in corsivo;

Casa editrice scritta nel formato normale;

Città di pubblicazione scritta nel formato normale;

Anno di pubblicazione scritto nel formato normale.

Ecco qui un esempio:

Armadio A., Il management aziendale, Buffetti, Roma, 2002

È possibile che tu abbia utilizzato un libro scritto da più di un autore.
In questo caso, bisogna semplicemente inserire i Cognomi e i Nomi puntati in ordine alfabetico.

Vediamo un esempio:

Busacca B., Constabile M., Valadani E., La soddisfazione del cliente, Egea, Milano, 1994

Potrebbe capitarti anche che devi inserire nella tua bibliografia più libri scritti dallo stesso autore.

In questo caso, puoi scrivere una sola volta il Cognome e il Nome puntato e a seguire tutti i libri che hai utilizzato, dal più antico al più recente.

Ecco l’esempio:

Armadio A., Il management aziendale, Buffetti, Roma, 2002
– Performance Analysis Management, Franco Angeli, Milano, 2005

Tra le fonti utilizzate, potresti ritrovarti anche un articolo di una rivista scientifica. Qui di seguito il formato standard che puoi seguire:

Cognome autore e Iniziale nome autore dell’articolo scritti nel formato normale;
Titolo dell’articolo in corsivo;

Nome della rivista tra virgolette e preceduto da “in” scritto nel formato normale;
Numero della rivista scritto nel formato normale;

Data di pubblicazione scritta nel formato normale.

Vediamo un esempio:

Mattei P., Nelle Marche il primo Stl ufficiale in “La rivista del turismo”, n.1, 2003

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8. Appendici

appendice

Le appendici rappresentano quella parte di tesi facoltativa che si può rendere necessaria se vuoi aggiungere un qualcosa di utile per comprendere un argomento o un aspetto trattato nella tesi. Ad esempio, se vuoi aggiungere delle tabelle con dati, questionari, puoi farlo proprio in questa parte della tesi. Le appendici hanno lo scopo di non appesantire il contenuto dei vari capitoli. Se vuoi inserire più di un’appendice è necessario ordinarle con lettere o numeri; quindi, ad esempio Appendice A, Appendice B oppure Appendice 1, Appendice 2…

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