Da Quante Parti è Composta la Tesi di Laurea? (Scopri nella Guida Completa Quante Sono e Quali Sono le Parti che Compongono la Tesi di Laurea)

parti tesi
Ciao e benvenuto in questo nuovo articolo!
Oggi parleremo di un argomento piuttosto importante: la struttura della tesi di laurea!
Ti raccomandiamo di leggere questo articolo fino alla fine cosicché sarai ben informato e preparato su tutte le parti che compongono la tesi di laurea per poterla così impostare serenamente.
Cominciamo!

 

Il numero 8 è il numero perfetto!

Una tesi di laurea è composta da otto parti. Vediamole insieme:
 

1 – FRONTESPIZIO

Il frontespizio è presente sia nella copertina della tesi, sia nella prima pagina della stessa.
Gli elementi da introdurre nel frontespizio,  in ordine così come elencati, sono:
il logo della tua università da porre al centro;
il nome della tua università che ti consigliamo di scrivere allineato al centro in maiuscolo, grassetto e dimensione 17 e di utilizzare lo stesso tipo di carattere utilizzato per scrivere la tesi. Nel precedente articolo, ti abbiamo consigliato di utilizzare un tipo di carattere semplice, come Times New Romans (ad esempio: “UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI…”);
il tuo corso di laurea, allineato al centro, scritto sempre in maiuscolo, grassetto, ma dimensione 10 (ad esempio “CORSO DI LAUREA IN…”);
il tuo nome e cognome, allineato al centro, scritto in minuscolo, grassetto, dimensione 16;
il titolo della tesi, allineato al centro, scritto in minuscolo, grassetto, corsivo, dimensione 20;
la scritta , allineata al centro, TESI DI LAUREA, in maiuscolo, grassetto, dimensione 17;
il nome e cognome del tuo relatore, allineato a destra, in minuscolo, grassetto, dimensione 16;
l’anno accademicoallineato al centro, scritto in maiuscolo, grassetto, dimensione 16;
 

2 – INDICE

L’indice è la parte più difficile da scrivere. Ma non preoccuparti, perché con i suggerimenti che trovi in questo articolo
 
… Sarai in grado di farlo!
 
 
Sappi che l’indice è la prima parte che scriverai perché in qualche modo ti aiuta ad impostare la tesi. È tuttavia anche la parte che modificherai di più in quanto ti capiterà di cambiare titoli a paragrafi o di eliminare sottoparagrafi.
Se può interessarti, Word consente automaticamente di creare l’indice con i numeri di pagina.
Alla fine di questa operazione, il tuo indice sarà più o meno così:
 
Indice
Introduzione                         Pag.
Capitolo 1                              Pag.
Paragrafo 1.1                        Pag.
Paragrafo 1.2                        Pag.
Paragrafo 1.3                        Pag.
Capitolo 2                              Pag.
Paragrafo 2.1                        Pag.
Paragrafo 2.2                        Pag.
Paragrafo 2.3                        Pag.
Capitolo 3                              Pag.
Paragrafo 3.1                        Pag.
Paragrafo 3.2                        Pag.
Paragrafo 3.3                        Pag.
Conclusioni                           Pag.
Bibliografia e sitografia       Pag.
 

3 – INTRODUZIONE

L’introduzione, come anche vedremo dopo per le conclusioni, va fatta alla fine della tesi perché ripercorre gli aspetti che verranno trattati. Ti raccomandiamo di chiedere al tuo relatore come vuole che sia perché sappi che ci sono due alternative:
 
A – ELENCARE NEL DETTAGLIO
In questo caso, l’introduzione consiste nel descrivere e introdurre tutto ciò che sarà presente nei capitoli. Dunque, l’introduzione avrà una forma del tipo:
“Nel primo capitolo, è stato analizzato…, nel secondo mi sono soffermato su…”
 
B – NON SOFFERMARSI SUI PARTICOLARI
In un’introduzione di questo tipo, dovrai parlare in generale di cosa la tesi tratterà senza descrivere il contenuto di ciascun capitolo. Quindi, un esempio di questa topologia di introduzione può essere, ovviamente a seconda della tipologia della tesi:
“Nello scenario odierno… i principali cambiamenti sono stati… “;
 

4  CORPO DELLA TESI

Nel corpo della tesi andranno i vari capitoli. Il numero dei capitoli dipende da quanti argomenti stai trattando. Tuttavia, il numero perfetto dei capitolo è tre.
Nel primo capitolo puoi trattare i concetti un po’ più generali.
Solitamente, tenendo sempre conto della tipologia di argomento trattato, questo capitolo ti servirà per spiegare definizioni, illustrare classificazioni, effettuare confronti, trattare punti di vista differenti.
Nel secondo capitolo si entra a pieno nel cuore della tesi perché qui dovrai trattare l’argomento su cui ti sei focalizzato e dovrai farlo considerando tutti gli aspetti ad esso connessi.
Nel terzo capitolo, solitamente viene trattato un caso di studio o comunque viene esposto un caso pratico;
 

5  NOTE A PIE’ DI PAGINA

Le note a piè di pagine vengono utilizzate principalmente per approfondire o chiarire un determinato aspetto.
 E’ possibile che nella tesi tu abbia inserito una parola, una frase o un concetto che non è strettamente connesso al periodo successivo e che vuoi comunque chiarire o approfondire. Bene, puoi farlo, proprio in una nota a pie’ di pagina.
 

6 – CONCLUSIONI

Come già anticipato, è necessario,  ma anche ovvio scrivere le conclusioni quando avrai terminato il lavoro di tesi, perché in esse non soltanto dovrai riassumere quanto trattato nell’elaborato, ma dovrai anche esporre i risultati e  gli obiettivi che hai raggiunto e che ti sei prefissato prima di iniziare il lavoro di tesi.
Quindi, le conclusioni potrebbero avere, ad esempio, questa forma tipo: “Dal lavoro di tesi e dalle analisi effettuate è emerso che… Quindi,  possiamo dire, in conclusione…”;
 

7 – BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

 Nella bibliografia e sitografia riporterai tutto il materiale che hai utilizzato per scrivere la tua tesi di laurea.
Scrivere la sitografia è abbastanza semplice perché dovrai riportare esclusivamente i siti di interesse; invece, la bibliografia richiede più attenzione.
Innanzitutto, sappi che la bibliografia si scrive in ordine alfabetico per autore.
Per quanto riguarda il come scriverla, è possibile che il tuo relatore ti dia delle indicazioni. Altrimenti, puoi semplicemente seguire questo formato standard:
 
  • Cognome autore e Iniziale nome autore scritti nel formato normale;
  • Titolo del libro scritto in corsivo;
  • Casa editrice scritta nel formato normale;
  • Città di pubblicazione scritta nel formato normale;
  • Anno di pubblicazione scritto nel formato normale.

Ecco qui un esempio:

Armadio A., Il management aziendale, Buffetti, Roma, 2002

E se un libro è scritto da più autori?

Bisogna semplicemente inserire i Cognomi e i Nomi puntati in ordine alfabetico.

Vediamo un esempio:

Busacca B., Constabile M., Valadani E., La soddisfazione del cliente, Egea, Milano, 1994

Potrebbe capitarti anche che devi inserire nella tua bibliografia più libri scritti dallo stesso autore.

Come fare?

Semplicissimo! Scriverai una sola volta il Cognome e il Nome puntato e a seguire tutti i libri che hai utilizzato, dal più antico al più recente.

Ecco l’esempio:

 Armadio A., Il management aziendale, Buffetti, Roma, 2002

Performance Analysis Management, Franco Angeli, Milano, 2005

E se devi inserire in bibliografia un articolo di una rivista scientifica?

Ecco un altro formato standard che puoi seguire:

  • Cognome autore e Iniziale nome autore dell’articolo scritti nel formato normale;
  • Titolo dell’articolo in corsivo;
  • Nome della rivista tra virgolette e preceduto da “in” scritto nel formato normale;
  • Numero della rivista scritto nel formato normale;
  • Data di pubblicazione scritta nel formato normale.

Vediamo un esempio:

Mattei P., Nelle Marche il primo Stl ufficiale in “La rivista del turismo”, n.1, 2003

Per ultimo, potrebbe capitare che una determinata fonte faccia capo non ad un autore fisico ma ad un autore istituzionale o persona giuridica. In questo caso, si procede proprio come abbiamo già visto, utilizzando un formato standard con un’unica differenza: al posto del nome dell’autore fisico va inserito quello dell’autore istituzionale.

Qui di seguito un esempio:

Europe Direct Roma, La politica di comunicazione dell’Unione europea 2000-2015: le principali tappe, Formez PA, Roma, 2015

 

8  APPENDICI

Le appendici possono essere utilizzate quando si vuole aggiungere un qualcosa ritenuto utile per comprendere un argomento o un aspetto trattato nella tesi. Se vuoi aggiungere delle tabelle con dati, questionari, puoi farlo proprio in questa parte della tesi. Le appendici non rappresentano una parte obbligatoria della tesi, ma ti consentono di non appesantire il contenuto dei vari capitoli. Se vuoi inserire più di un’appendice è necessario ordinarle con lettere o numeri; quindi, ad esempio Appendice A, Appendice B oppure Appendice 1, Appendice 2….
 
Bene! Adesso che sai da quante parti è composta la tesi di laurea, puoi iniziare a organizzare il lavoro!

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